Bergfeuer, i Fuochi Solstiziali Preistorici del Tirolo

Domenica 5 giugno 2016

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Ogni anno, nel Tempo del Solstizio d’Estate, e più precisamente la terza domenica dopo la Pentecoste, si rinnova un antico rituale le cui radici affondano nei millenni. Sulle pareti rocciose del Tirolo e del Sudtirolo vengono accesi i Bergfeuer, i Fuochi di Montagna, simbolo dell’eterna connessione tra gli Esseri Umani e il Sole. Il termine tedesco Feuer (fuoco) deriva etimologicamente dal protogermanico Fuir che condivide la stessa radice dell’inglese Fire.

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I Falò Solstiziali sono una pratica diffusa dalle montagne al mare, ma qui conservano una forma particolare che ci riporta indietro di secoli, quando il Sole, fonte di Vita, veniva celebrato nei suoi momenti più sacri, e in particolare nella giornata che segna la prevalenza di Luce rispetto alle ore di Buio: il 21 giugno.

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I Sonnwendfeuer, letteralmente “Fuochi della svolta del Sole”, segnano il culmine di un ciclo: l’apice della Luce, che inevitabilmente prelude al suo declino. Questo viaggio culminerà a dicembre, il giorno del Solstizio d’Inverno, quando il Sole, al punto più basso della sua declinazione, darà vita al giorno più corto dell’anno, il momento in cui il Buio trionfa sulla Luce. Ma questa Oscurità segna anche la nascita del Sole Bambina, poiché in tedesco Sole è di genere femminile.

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Questi Fuochi, segno di un apice, vengono accesi per ardere sulle vette più alte del territorio, trasformandosi in autentiche opere di Luce e Fiamma. Il Fuoco, simbolo di passione, azione e creazione, ma anche di sessualità, nutrimento e trasformazione alchemica, brucia fino a tarda notte, per poi cedere il passo, simbolicamente, all’alba del giorno più lungo dell’anno.

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La Tradizione di origine celtica e preceltica affonda le sue radici nei Miti Solari. Oltre a scandire il ritmo delle stagioni e il ciclo di semina e raccolta, regolava anche l’alternanza tra attività e riposo e i momenti sacri di invocazione e ringraziamento agli Dei. Questi Riti di Fuoco avevano, probabilmente, anche un significato profondo: sostenere il Sole nel suo eterno viaggio. Secondo la mitologia, nei passaggi cruciali dell’anno l’astro si affaticava, e l’Essere Umano, attraverso il Fuoco, lo aiutava a rinnovare la sua forza. Così si suggellava un legame ancestrale: il Sole dona la Vita agli abitanti del Pianeta, che, a loro volta, sostengono il Sole nei momenti di massimo sforzo.

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Attualmente, i Bergfeuer si rifanno ad eventi storici più recenti, in particolare al 1796, quando i Tirolesi fecero voto al Sacro Cuore di Gesù affinché la loro Terra fosse protetta dall’avanzata dei Francesi. Quel voto condusse alla vittoria sulle truppe napoleoniche, per questo motivo ogni anno si rinnova l’atto di devozione che è rimasto vivo fino ai giorni nostri. I Fuochi dello Zugspitzarena, nei pressi di Innsbruck, sono tra i più spettacolari: migliaia di fiamme (8.000-10.000 per montagna) compongono figure tridimensionali visibili da lontano, creando visioni luminose che hanno meritato nel 2010 il riconoscimento UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale. Le immagini scolpite nel fuoco spaziano da motivi cristiani a simboli della montagna, raffigurazioni di animali e fiori, fino a scritte dedicate al Tirolo.

Un tempo, prima dell’adozione del Calendario Gregoriano, il Solstizio si celebrava il 24 giugno, poi anticipato al 21. La Cristianità lo legò alla figura di San Giovanni, trasformandone Culto e Festività. In molte Tradizioni, proprio a causa di questo passaggio, i Fuochi del Solstizio d’Estate hanno preso il nome di Fuochi di San Giovanni. Tuttavia, il Solstizio d’Estate non cade sempre esattamente il 21 giugno, ma può talvolta verificarsi il 20; così come il Solstizio d’Inverno cade generalmente il 21 o il 22 dicembre. In casi eccezionali, può avvenire anche il 20, come, ad esempio, nel 2080. Inoltre, la data del 23 dicembre rappresenta un’anomalia straordinaria, verificatasi l’ultima volta nel 1903 e che non si ripresenterà prima del 2303.

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Ci fu un’epoca in cui il Fuoco era Sacro quanto il Sole. Quell’epoca è Ora. Impronte antiche e presenti si intrecciano nel Tempo, e ancora oggi, come allora, il vocio notturno accompagna la lunga veglia. Nella notte fonda, le fiamme si placano, lasciando spazio alla brace che si consumerà lentamente. Ma nell’aria riecheggia ancora il saluto delle Antiche Genti all’alba del giorno più lungo dell’anno: Sole, ti accogliamo nel Momento del tuo tripudio.

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Immagini

  • Tratte da Internet:

  ​1.5.9.16. Albin Niederstrasser

  1. Schützenkompanie Fiss

  2. Schützenkapelle Pichl/Gsies, Foto: Innerbichler Erich, 2009

  3. Brauchtumsverein Strassen, 20.6.2009

  4. Il nome dell’autore riportato nell’immagine risulta poco chiaro

  3.4.7.10.11.13.14.15. Autore sconosciuto. Se sei l’autore dell’ immagine pubblicata e desideri che venga aggiunto un   credito o che l’immagine venga rimossa, ti invito a contattarmi.

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